Propaganda e demagogia, la Uil di Taranto risponde ai sindacati del Comune di Mottola

Politica
visibility613 - venerdì 27 marzo 2020
di Andrea Carbotti
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L'ultimo tassello della scia di polemiche che hanno accompagnato la nota di alcuni sindacalisti del Comune di Mottola arriva direttamente dalla segreteria territoriale della Uil di Taranto.

Dopo l'assessore Francesco Agrusti e i dirigenti comunali, anche i segretari Diego Murri e Giuseppe Zingaropoli sono intervenuti sulla questione: «Apprendiamo di un documento pseudo sindacale che invece di diffondere consapevolezza sulla straordinarietà di un evento epocale e globale, coglie ancora l’occasione, in questo contesto, di fare propaganda e demagogia, tra l’altro con le caratteristiche di pulsioni personali, associate a valutazioni di tipo “politico”, che qui non interessano.

Al contrario di quanto detto, secondo i segretari della Uil, in questa circostanza la classe dirigente si è mossa con raziocinio, nel rispetto dei decreti governativi e al fine di evitare ogni possibile condizione di contagio, anche attraverso il distanziamento sociale e l’utilizzo dello smart working e delle ferie pregresse.

«In questa fase, dove persino si discute sull’opportunità di mantenere a ciclo produttivo grandi aziende ad impatto mondiale, lamentarsi perché si è stati messi in ferie è per davvero un paradosso - chiosano Murri e Zingaropoli -. Nè si può “pretendere” di essere aggregati al Corpo di Polizia Locale se non ne ricorrono i presupposti normativi, e comunque il dirigente, nella sua unica responsabilità, non ne configuri percorribilità e opportunità di legge».

Il comportamento dei sindacalisti, così come affermano dalla Uil, è quasi un controsenso, poiché sarebbe stato più opportuno richiedere esattamente il contrario, anziché mettere sullo stesso piano le questioni emergenziali e gli attacchi rivolti ai dirigenti. Tuttavia, l'unica nota di attenzione, sarebbe richiedere, nelle possibilità dell’emergenza, la puntuale erogazione degli stipendi con salario accessorio annesso, al netto delle prestazioni rese, secondo contratto nazionale e decentrato.

«Soffiare sempre sul fuoco - concludono -, agitando gli animi, è segno di miserabilità intellettuale, e di non aver colto nessun insegnamento da questa crisi».

Andrea Carbotti