CastStory: La ferrovia spezzata

Esattamente 150 anni fa passava il primo treno della ferrovia appena realizzata.

Aurelio Miccoli CastStory
ViviWebTv - giovedì 13 settembre 2018
La vecchia ferrovia di Castellaneta
La vecchia ferrovia di Castellaneta © Aurelio Miccoli

150 anni. Esattamente 150 anni fa passava il primo treno della ferrovia appena realizzata. Era il 15 settembre 1868 quando un treno che andava da Bari a Taranto si fermò per la prima volta nella stazione di Castellaneta (Campagna, quella grande). Trainato da una locomotiva sbuffante di vapore e fumo, aveva effettuato la precedente fermata a San Basilio-Mottola e ripartì per Palagianello.

Per far funzionare il sistema ferrovia, nel territorio di Castellaneta erano state realizzate numerose opere d’arte. Attraversando un territorio impervio erano stati realizzati circa 12 chilometri di linea ferroviaria, parte in trincea e parte in rilevato, un ponte in muratura a cinque arcate (zona Renella), due gallerie, una in località san Rocco e l’altra in località santa Caterina, due ponti metallici di notevoli dimensioni che consentivano l’attraversamento della gravina di Santo Stefano e la gravina Grande. Poi una bella stazione in località santa Caterina, una serie di caselli di servizio e ben tre passaggi a livello.

Presto i cittadini si accorsero del disagio che creava la lontananza della stazione (allora Campagna) dal centro abitato. E cominciarono le proteste e le richieste per avere una fermata in corrispondenza del passaggio a livello. Ci vollero settanta anni per risolvere l’annosa questione e solo nel 1934 il Ministero delle Comunicazioni approvò l’istituzione della fermata di Castellaneta Città, con servizio viaggiatori e bagagli, che cominciò a funzionare il 28 ottobre 1934. Per la prima volta un treno si fermò a Castellaneta Città, una fermata molto comoda per l’intera comunità.

Negli anni ’90 del secolo scorso il tratto Gioia del Colle–Taranto fu ristrutturato. Realizzando un nuovo tracciato ferroviario con l’intento di razionalizzare la linea (già elettrificata qualche anno prima) e renderla a doppio binario. Per il nuovo tracciato fu realizzato un nuovo imponente viadotto sulla gravina Grande e in aperta campagna, località Fontanelle, costruita una nuova stazione ferroviaria. Quest’ultima, insieme alla nuova linea, ha cominciato a funzionare il 14 settembre 1997, abbandonando da quel giorno la parte del vecchio tracciato ferroviario su cui insistevano le due precedenti fermate.

Da quel giorno i cittadini si accorsero, per la seconda volta nella storia della comunità, del disagio che creava la lontananza della stazione dal centro abitato. Rimpiansero il vecchio tracciato, cominciarono a domandarsi il motivo di una tale involuzione e a chiedersi se fosse quella davvero la soluzione migliore per viaggiare in treno a Castellaneta.

Sono passati venti anni e molti ancora se lo chiedono. Ma si chiedono anche per quale motivo le aree dismesse da Rete Ferroviaria Italiana, dopo tanto tempo, non hanno trovato soluzioni urbanistiche utili al decoro urbano e a nuove funzionalità.

Qualcuno dice che diventerà una ciclo-pedonale molto lunga, forse fino a Gioia del Colle, mutuando un sistema di mobilità più ecologica in un percorso però che preso alla lettera presenta un sistema di criticità da non sottovalutare. Oggi, in ogni caso, se proprio volete, dovete accontentarvi di una semplice passeggiata a piedi, con passo comodo, cadenzato dalla distanza delle traversine. Con un termine di moda si dice trekking ed è un’operazione che vi consentirà di riscoprire tutto il fascino ambientale di una passeggiata in aperta campagna.

Se provate dunque a frequentare queste aree (nel tratto dismesso ovviamente), a camminare lungo il tracciato definito dalle rotaie abbandonate e arrugginite, molto probabilmente sarete colti dalla nostalgia di un passato glorioso fatto di lavoro serio e consapevole. In più avrete l’impressione di una risorsa abbandonata che poteva essere sfruttata meglio valutando alternative di trasporto pubblico. Oggi rimangono praticamente soltanto le rotaie (troppo pesanti per essere rubate) e avanzi di meccanismi allora utili al funzionamento del sistema. Passando tra le varie postazioni tecniche, dove tutto è dissolto, depredato, rubato, forse vi sembrerà di sentire lo sferragliare ma anche il fischio della locomotiva in avvicinamento e, voltandovi, la potrete scorgere avvolta in una grossa nuvola di vapore.

Aurelio Miccoli