CastStory: la storia e il fascino della leggenda

di Aurelio Miccoli

Aurelio Miccoli CastStory
ViviWebTv - giovedì 29 novembre 2018
cappella dedicata a Santa Maria della Luce
cappella dedicata a Santa Maria della Luce © Aurelio Miccoli

Dai numeri che leggo sul sito del Fondo Ambiente Italiano vedo che in molti avete aderito al mio invito di votare per la nostra antica chiesa di San Francesco. E se non l’avete fatto poco male. Lo farete alla prossima occasione cioè al prossimo censimento.

Perché a Castellaneta non mancano siti storico-architettonici o ambientali di elevato livello e degni di essere segnalati. Per esempio la chiesa di Santa Maria del Pesco, comunemente conosciuta come Assunta, sul ciglio della gravina, all’ingresso del paese in un contesto ambientale di grande rilievo.

Qualcuno preferisce individuarla come chiesa di Santa Maria della Luce (anche sul sito FAI compare così) reiterando un errore storico che viene da lontano.

Fu Padre Serafino Montorio, un monaco appartenente all’Ordine dei domenicani, dotto e attento alla storia ecclesiastica, padre predicatore generale nel convento di Santa Maria della Sanità di Napoli, che nel 1715 pubblicò un suo scritto sulle immagini mariane miracolose nel Regno di Napoli intitolato “Zodiaco di Maria”.

Prendeva in esame dodici province, attribuendo a ciascuna un segno zodiacale, esaminando per ogni provincia le chiese mariane di suo interesse. Così per la nostra provincia, quella di Terra d’Otranto, sotto il segno zodiacale della Bilancia.

A Castellaneta individuò ben quattro immagini e relative chiese. Tra queste la nostra Santa Maria del Pesco e la descrisse a suo modo. Sdoganando cioè la leggenda (inverosimile ma suggestiva) del capitano di mare in procinto di naufragio salvatosi perché guidato dalla luce della lampada ad olio che ardeva davanti all’immagine miracolosa della Madonna, un’odegitria che raffigurava Santa Maria del Pesco (cioè rupe, luogo pietroso). In sintonia con la leggenda il titolo “della Luce”, la luce salvifica per il naufrago ma anche quella spirituale per il fedele, la luce di Maria “che spande da per tutto i suoi luminosissimi raggi”.

E invece una cappella dedicata a Santa Maria della Luce esiste e viene indicata nella più antica veduta di Castellaneta, quella realizzata dall’Abate Rocca nel 1584. Sulla via per Taranto, alla confluenza con via dell’Assunta a breve distanza dalla nostra chiesa è indicata la “Cappella di Santa Maria della Luce”. Piccola cappella anche al confronto con (a destra) la “Chiesa nominata Santa Maria del Pesco o di mezzo agosto lontana un terzo di miglio”.

Mezzo agosto è in riferimento alla dedicazione all’Assunta la cui ricorrenza è appunto il 15 agosto. La cappella della Luce ancora esiste, soffocata da costruzioni limitrofe e dove solo la pietà popolare dei fedeli ne ravviva il culto e continua a garantirne l’esistenza.

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