Caststory: Santa Caterina, una santa prodigiosa

di Aurelio Miccoli

Aurelio Miccoli CastStory
visibility501 - ViviWebTv - venerdì 08 marzo 2019
Castellaneta, chiesa di santa Caterina da Bologna
Castellaneta, chiesa di santa Caterina da Bologna © Aurelio Miccoli

Caterina Vigri, nata a Bologna l’8 settembre 1413 e morta il 9 marzo 1463, era una suora francescana fondatrice e prima badessa del monastero delle clarisse del Corpus Domini di Bologna.

Era stata educata presso la corte Estense di Ferrara studiando (secondo l'educazione propria del tempo) musica, pittura, danza, poesia e letteratura. Poi, nel 1432, iniziò la vita claustrale francescana, secondo la regola di santa Chiara, nel monastero bolognese. Dopo una vita caratterizzata dall'aver fatto sintesi tra santità e amore per la cultura, le sue virtù carismatiche furono riconosciute e fu portata alla gloria degli altari da papa Clemente XI il 22 maggio 1712.

La conosciamo come santa Caterina da Bologna (da non confondersi con altre sante Caterine più note) e il suo corpo è singolarmente conservato in una cappella del monastero bolognese, in posizione seduta, vestita con i suoi abiti da clarissa, incurante dei secoli che passano e visibile a tutti. Sarà stato il fascino del corpo incorrotto o il fascino degli episodi biografici che si raccontavano (fu seppellita il giorno stesso nella nuda terra, ma dopo diciotto giorni fu dissotterrata, intatta e profumata e in seguito animata da altri incredibili avvenimenti prodigiosi) questa santa ebbe un’accoglienza particolarmente favorevole nel Salento dove ancora oggi molte chiese sono a lei dedicate.

Così qui da noi a Castellaneta dove è titolare di una piccola chiesa gentilizia (cioè di proprietà privata) nella parte bassa del centro storico.

Fu il “Magnifico” Giacomo Meledandri, esponente di spicco di una delle più nobili e ricche famiglie castellanetane, che all’inizio del XVIII secolo, dopo aver consolidato un cospicuo patrimonio di beni rustici e urbani, riuscì, nel 1730,ad edificare una sua propria chiesa gentilizia esaudendo il voto che anni prima aveva formulato, quando trovandosi a Bologna in occasione dei festeggiamenti in onore della santa francescana Caterina, per grazia ottenuta ad intercessione di quella santa, la scelse a propria speciale protettrice.

La devozione di Giacomo Meledandri viene da lontano perché ancor prima di erigere la propria chiesa nella zona della Marina, aveva fondato (nel 1712, anno della canonizzazione della santa) un altare a lei dedicato nella antica chiesa di san Francesco, autorizzato dal Ministro Provinciale dei Padri Riformati. Di quella operazione rimane solo la statua lignea (ora nel deposito) raffigurante la solita iconografia: in piedi, in abito monacale, con la mano destra all’altezza del cuore e la sinistra che sostiene il libro appoggiato al fianco.

E’ la stessa raffigurazione che oggi vediamo nella chiesa gentilizia, sull’altare maggiore dove le paraste corinzie inquadrano la nicchia contenente la statua della santa. L’elaborato fastigio interno, oggi che la chiesa ha ritrovato un decente stato conservativo, ha corrispondenza nell’interessante facciata: elegante nella sua articolata composizione a doppio ordine e coronata in sommità da un vezzoso frontone con volute, intagli e arabeschi.

Una delle nostre poche chiese che rimandano un’immagine barocca, secondo un gusto spettacolare che aveva caratterizzato l’intera area salentina.

Altri articoli
Gli articoli più letti