CastStory: la base missilistica

Aurelio Miccoli CastStory
visibility2605 - ViviWebTv - venerdì 22 marzo 2019
Base n. 3 Fabbricati di servizio
Base n. 3 Fabbricati di servizio ©

Se all’inizio degli anni ’60 andavi nell’agro di Castellaneta dalla parte di Ferrandone appena entravi in territorio di Laterza (sulla strada che porta per via interna a Laterza) ti poteva capitare di vedere spuntare, sopra la vegetazione della macchia mediterranea, delle sagome puntute svettanti verso il cielo.

Erano tre missili atomici, classe Jupiter, con motore a propellente liquido e portata tra i 1000 e i 5500 km, armati con bombe atomiche (1,45 megaton) centinaia di volte più potenti di quella lanciata su Hiroshima. La parte terminale del missile, a forma di cono, alta circa 4,5 metri, conteneva infatti la testata nucleare.

L’intera area era però defilata, poco visibile e soprattutto off limits.

Erano gli anni della cosiddetta guerra fredda tra Stati Uniti e URSS e il governo italiano aveva aderito al programma “di difesa” concedendo dieci basi disseminate sulla nostra Murgia, da Matera ad Altamura, con comando strategico a Gioia del Colle. Un territorio scelto per la sua posizione orientale e quindi non lontano dall’URSS e dai suoi paesi satelliti.

La cosiddetta base n° 3, operativa dal 1 ottobre 1960, era in un’area tecnicamente in territorio di Laterza (Località Segnale Quintano) ma di fatto prossima al confine con quello di Castellaneta, in località Masseria Gaudella.

I tre vettori Jupiter, 18 metri d’altezza e 2,8 di diametro, erano pronti all’uso in un quarto d’ora con l’unica cautela della doppia chiave. Nel senso che l’eventuale lancio poteva avvenire soltanto con l’uso di due chiavi di attivazione del quadro di lancio custodite da un ufficiale italiano e uno americano.

Il vero problema era, a guardare la cosa con distacco, che tutte le basi del nostro territorio erano sotto il tiro di missili equivalenti collocati nelle basi dell’Europa orientale.

La questione, rimasta coperta dunque se non proprio da segretezza almeno da assoluto riserbo, ha acquistato chiarezza quando il governo degli Stati Uniti ha declassificato i documenti segreti sui quali successivamente si è alimentata una vasta produzione letteraria.

Per tre anni i concittadini di Laterza e di Castellaneta convissero con i missili americani, ignari del pericolo e senza spiegarsi il passaggio continuo di mezzi militari che attraversavano i paesi verso la campagna, quella utile al massimo per il pascolo, nella macchia mediterranea.

I missili furono smantellati nel 1963 in seguito alla crisi di Cuba del 1962, quando il leader russo Krusciov tentò di dislocare missili nucleari a Cuba per minacciare direttamente il territorio americano (il governo di Cuba era alleato dell’URSS). La cosiddetta “crisi dei missili” portò USA e URSS sull’orlo di una catastrofica guerra atomica. Il presidente Kennedy dispose infatti il blocco navale di Cuba e ingiunse all’Unione Sovietica di ritirare i missili. Solo all’ultimo momento Krusciov cedette ed ordinò il ritiro dei missili dall’isola dietro l’impegno americano a smantellare i propri missili che da varie località dell’Europa minacciavano l’URSS.

Oggi di tutta quella struttura, praticamente dimenticata nella boscaglia, rimane un forte segno sul territorio con le infrastrutture (strade, garitte ad altana, baracche di servizio e terrapieni logistici) che delimitano un’ampia area triangolare con le postazioni dei missili sistemate in prossimità dei tre vertici.

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