CastStory: La festa patronale di maggio

Aurelio Miccoli CastStory
visibility312 - ViviWebTv - giovedì 09 maggio 2019
Anonimo artista di strada, gessi colorati.
Anonimo artista di strada, gessi colorati. © Aurelio Miccoli

Nel 1988 fu emanato il decreto di elezione di San Francesco da Paola, eremita, a patrono secondario presso Dio della città e Diocesi di Castellaneta.

Il vescovo di allora, (monsignor Scarafile, ve lo ricordate?), aveva provveduto prima a ricostruire la confraternita di San Francesco accogliendo le accorate richieste di alcuni anziani confratelli, e poi ad avviare le pratiche perché San Francesco da Paola fosse proclamato compatrono.

Per quel che riguarda la festa del santo patrono va ricordato che lo stesso vescovo monsignor Scarafile propose alla confraternita di associare i festeggiamenti in onore di San Nicola a quelli di San Francesco da Paola nella stessa giornata e cioè la seconda domenica di maggio.

Da quell’anno la festa patronale previde, nella seconda domenica di maggio, l’unificazione dei due compatroni e la processione con i due simulacri. Non fu facile risolvere i complessi problemi organizzativi che ne derivavano e dopo una decina d’anni l’accordo fu interrotto per essere dopo qualche anno definitivamente ricomposto.

In ogni caso San Nicola di Mira continuava ad essere, e da quasi 1000 anni, il patrono primario. Una delle più popolari figure del calendario cristiano. Popolare anche nelle chiese ortodosse, nel Nord Europa e al di là dell’Atlantico. Un santo taumaturgo dunque conosciuto in tutto il mondo cristiano e legato anche al mondo dei bambini, con la poco opportuna coincidenza che la propria festività ricorre il 6 dicembre, in un periodo, quello invernale, poco o affatto adatto alle feste in piazza.

Perché la festa patronale è un intreccio di celebrazioni religiose ed eventi civili che pubblicamente, cioè nello spazio pubblico delle piazze e delle strade, coinvolgono la cittadinanza, esaltando la ritrovata voglia di comunità. Nella festa lo stare insieme si esprime in tante forme: religiose (l’interesse per la processione), ludiche (le giostre e gli spettacoli), alimentare (le golosità proposte anche nelle svariate bancarelle), culturale (i concerti bandistici e i fuochi d’artificio).

Per stare insieme all’aperto ci vuole un tempo gradevole. E se il tempo non è buono non possono lavorare nemmeno gli artisti di strada.