CastStory: il commendatore Angelo Loreto

Aurelio Miccoli CastStory
visibility2588 - ViviWebTv - sabato 01 giugno 2019
Antica Drogheria Loreto
Antica Drogheria Loreto © Famiglia Loreto

Alla fine della seconda guerra mondiale, negli anni della difficile ricostruzione molti castellanetani d’ingegno seppero trovare un rinnovato vigore nelle attività economiche.

La Drogheria Loreto in via Roma, vicina alla piazza del Municipio, diventò negli anni un punto di riferimento. Un locale non molto grande ma davvero assortito in generi alimentari e non. Allora sembrava un piccolo supermercato ma molto ordinato con scaffali pieni di ogni ben di dio e banconi stracolmi di vasi e vasetti pieni di spezie, dolciumi e ingredienti per dolci.

Era stata un’iniziativa di Angelo Loreto che venne a mancare nel 1996, quando da tempo aveva lasciato completamente la sua attività al figlio Ciccio il quale sin dall’apertura aveva collaborato con il padre. Ciccio gestì l’attività commerciale con la consueta attenzione fino alla definitiva chiusura nei primi anni del secondo millennio.

Angelo Loreto era un self-made man: anche se il suo titolo di studio si fermava alla sesta elementare (che allora equivaleva alla scuola media) si era formato alla difficile scuola della vita realizzando una cultura di trincea che esplicava nelle innumerevoli attività sociali di cui era protagonista.

Nato nel 1901, era troppo giovane per partecipare al primo conflitto mondiale ma riuscì a dare un contributo logistico informandosi e trasmettendo notizie utili alla cittadinanza.

Nel 1922 fu arruolato come militare dell’Arma dei Carabinieri alla quale rimase sempre legato nonostante le dimissioni che fu costretto a dare per motivi familiari (1925). Così cercò un lavoro stabile e si industriò in una serie di attività lavorative: fu prima artigiano falegname, poi diventò contabile del Mulino e pastificio dei fratelli Semeraro e infine definitivamente impegnato nella propria azienda familiare, la drogheria.

Spirito attivo, fu politicamente impegnato nei difficili anni del dopoguerra con il Movimento dell’Uomo Qualunque (quasi tutti provenivano da quel Movimento). Nel Consiglio del 1946, quello che dopo lo sfascio della guerra nominava il Sindaco, egli fu eletto Assessore Anziano, cioè il più suffragato dopo l’avv. Semeraro. Quest’ultimo in quella occasione da Podestà diventò Sindaco.

Angelo Loreto successivamente confluì nella Democrazia Cristiana e ritornò in politica nella tornata del 1958 eletto consigliere di un rinnovato Consiglio capeggiato dell’On. Semeraro. Ma sempre per motivi familiari di dimise subito lasciando il posto al primo dei non eletti, il sig. Giovanni Larocca di professione macellaio.

Già da giovane partecipava alla vita sociale della comunità impegnandosi nell’associazionismo locale, quello religioso e quello professionale. Nel 1919 era stato eletto giovane priore della confraternita dell’Addolorata, carica che tenne per circa un decennio: toccò a lui in qualità di priore della confraternita dell’Addolorata stipulare con la controparte signor Francesco Prenna, priore della confraternita di san Francesco, l’accordo sulla gestione della processione dei Misteri del venerdì santo.

Oltre a far parte della confraternita manifestava la sua fervida religiosità aderendo al movimento dei Terziari francescani.

Fu presidente dell’associazione artigiani e poi di quella dei commercianti. Per decenni fu attivo presidente della Pro-loco cittadina, e in seguito coordinatore, da giornalista dilettante, del periodico locale “La Sentinella”. In tutti lasciò il segno di un vigoroso operato che, senza distinguo, veniva da tutti riconosciuto. Persino nell’Arma, che pure aveva lasciato troppo presto, ma con la quale seppe mantenere un fiero rapporto di contiguità. Perché fu fondatore e presidente per 60 anni (1932-1992) della locale sezione associazione Carabinieri in congedo, lavorando con quegli ideali e guadagnandosi la stima degli alti vertici e dei comandanti di allora, tanto da divenire socio d’onore dell’associazione nazionale Carabinieri d’Italia.

Nato nel 1901 e morto nel 1996, padre di ben nove figli, meritò l’onorificenza di commendatore ma soprattutto la stima di tanti come uomo e padre di famiglia di alti valori.