CasStory: Monsignor Martino Scarafile

Aurelio Miccoli CastStory
visibility2651 - ViviWebTv - sabato 22 giugno 2019
Monsignor Martino Scarafile
Monsignor Martino Scarafile ©

Monsignor Martino Scarafile lo ricordano quasi tutti. E’ stato indimenticato vescovo della nostra diocesi dal 1985 al 2003. Fu mandato a Castellaneta il 31 ottobre 1985, successore di monsignor Appignanesi (trasferito a Roma) ma era già stato nominato vescovo ausiliare nella diocesi di Conversano-Monopoli.

Monsignor Scarafile è rimasto nel ricordo dei tanti che hanno conosciuto il suo operato per l’aspetto umano, vicino ai fedeli come un padre di famiglia. Umiltà nell’esercitare il proprio ruolo di presule, bontà nella quotidianità della sua azione pastorale, carità instancabile nella vicinanza ai bisognosi. Caratteristiche queste completate da un eloquio semplice, quotidiano che lo faceva sentire paterno e affidabile.

Martino Scarafile era nato a Cisternino nel 1927, fu ordinato sacerdote nel 1950 e svolse le sue mansioni a Monopoli. Aveva la carica di arciprete di Rutigliano quando, il 6 gennaio 1981, ricevette l’ordinazione episcopale nella basilica di san Pietro in Vaticano direttamente dal papa Giovanni Paolo II e diventò vescovo ausiliare di Conversano-Monopoli.

Il 31 ottobre 1985 fu eletto vescovo della diocesi di Castellaneta che resse fino al 2003. Diciotto anni protagonista sul soglio vescovile; poi avendo raggiunto il 75°anno di età (secondo le norme del diritto canonico) dovette farsi da parte. Ma volle rimanere a trascorrere i restanti anni della sua vita, con la qualifica di vescovo emerito, mettendosi a disposizione del nuovo presule, nella comunità di Castellaneta alla quale si sentiva particolarmente legato.

Morì il 27 dicembre 2011, dopo lunga malattia. I suoi funerali si svolsero giovedì 29 dicembre a Castellaneta, in una cattedrale gremita all’inverosimile, con grande partecipazione di popolo, clero e vescovi. Al termine del rito funebre, il feretro fu accompagnato nel cimitero di Cisternino, suo paese natale.

Particolarmente attento alla pastorale familiare ma anche all’associazionismo laicale delle confraternite. Fu lui (interpretando la volontà dei fedeli) ad avviare le pratiche perché san Francesco da Paola fosse proclamato compatrono della Diocesi e della città di Castellaneta [1988], fu lui a proporre e poi approvare con proprio decreto vescovile il nuovo statuto confraternale [2000], e dopo aver ordinato circa 20 sacerdoti e partecipato all'ordinazione di 15 vescovi nell’espletamento del suo mandato, fu lui a consacrare e dedicare alla Madonna del Carmine la chiesa adiacente il nuovo monastero delle clarisse [2002].

La sua vita non era stata facile. Vissuto in una famiglia molto povera, con una vocazione venuta presto (scuola elementare) e pochi mezzi anche per pagare il seminario. Poi a 11 anni la drammatica perdita della mamma che era una donna molto religiosa e che il piccolo Martino tenne sempre come sua guida. Anche in seminario si pativa il freddo e la fame perché fuori c’era la guerra.

Diventò sacerdote a 23 anni, appena finita la guerra e fu subito necessario partecipare alla ricostruzione morale e materiale della comunità in cui operava, prendendo coscienza della missione del sacerdote.

Poi 25 anni di episcopato segnato in ogni occasione da una particolare predilezione per la pastorale quotidiana, attento alle famiglie e alle vocazioni, con la particolare caratteristica di condividere con i suoi fedeli problemi, attese, ansie, speranze, gioie e dolori.

“Stella et fons” fu il suo motto, cioè guida e fonte.

Nel 2006 una grande celebrazione ricordò a tutti il suo XXV di episcopato. Aveva 79 anni e 55 di sacerdozio. Era vescovo in pensione ma ancora in attività perché solerte collaboratore del suo successore, monsignor Pietro Maria Fragnelli. Quest’ultimo in quella occasione condensò in poche illuminanti parole l’operato di monsignor Scarafile: «In 25 anni nell'episcopato pugliese [monsignor Scarafile] si è guadagnato un posto di altissima stima spirituale, come uomo pio, semplice e fraterno, attento a tutti i confratelli e a tutto il popolo di Dio in cammino in terra di Puglia».

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