CastStory: Castellaneta e i suoi cittadini

Aurelio Miccoli CastStory
visibility795 - ViviWebTv - venerdì 27 settembre 2019
Castellaneta dall'alto
Castellaneta dall'alto © Francesco Passeri

L’aspetto più affascinante della nostra cittadina è sempre stata la gravina. E tutti gli antichi storici non hanno potuto fare a meno di rilevarlo.

Scrive lo storico Giacomo Arditi nel 1879, in un lavoro intitolato “Corografia fisica e storica della Provincia di Terra d’Otranto”, alla voce Castellaneta (popolazione allora di circa 8850 abitanti) : “Siede aggruppata sul crine di un monte, che sovrasta di 245 metri il livello marino e a nord nord-est e nord-ovest, affaccia in un burrone a pareti verticali (che chiaman gravina) profondo oltre a 108 metri e nato dalle fiumane che scendendo dai monti circostanti vanno pel fiume Lato a scaricarsi nel golfo di Taranto distante circa 23 chilometri. Le strade sono per lo più in dislivello, strette, quali a squadra, quali a spira, scoscese e talune gradinate, la migliore è quella che mette al Castello, invertito ed acconciato a Seminario”.

Quasi duecento anni prima un altro storico, G.B. Pacichelli, descrivendo Castellaneta scriveva: “Sembra forte per lo sito alquanto elevato e prossimo ai Monti; ma non punto proporzionevole ai passeggi i quali ricusa con le balze proprie e col lubrico delle strade”. Insomma insisteva sulla orografia accidentata, sulle stradine in pendenza e spesso sdrucciolevoli, motivo per il quale erano impedite sane passeggiate.

Ancora prima, nel 1584, un altro cronista la descriveva così: “E’ cinta per la metà da una valle sassosa, profonda e precipitosa come la rupe Tarpea di centocinquanta passi e più ansino al fondo e larga poco meno di altri tanti che rende la città da quella banda inespugnabile. E’ abbondante detta città di grano, oglio, vino, di bestiame ed ogni altra cosa necessaria al vivere humano, industriosa parte all’agricoltura e parte agli armenti e pecore”. Definendo dunque la caratteristica saliente della presenza della gravina ma sottolineando le attività economiche basilari.

Solo l’Arditi, il più vicino a noi, si avventura nella descrizione della popolazione: “I cittadini sono docili, urbani, industriosi e la più parte intelligenti e pratici agricoltori; nel resto variano le condizioni proporzionatamente, né mancano persone e famiglie civili, agiate e distinte”.

Sarà ancora così?

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