CastStory · Una strada due fratelli

Aurelio Miccoli CastStory
visibility1220 - ViviWebTv - venerdì 04 ottobre 2019
Via Fratelli Danisi
Via Fratelli Danisi ©

Via fratelli Danisi è una via cittadina che si estende dal corso principale (via Roma) fino a Viale Verdi, costeggiando la grande chiesa moderna del Cuore Immacolato di Maria.

L’intitolazione, voluta dagli amministratori del secolo scorso, ci rammenta la singolare vicenda umana di due fratelli uniti da una comune scelta religiosa e da una fervida attività culturale.

Padre Ignazio della Croce nacque a Castellaneta nel 1717, da Nicola Danisi e Agata De Mari, famiglia di origine patrizie ed imparentata con i più importanti feudatari locali. Grazie a uno zio materno, sacerdote e canonico, si formò a Napoli al ginnasio dei Gesuiti, quando avvertì la vocazione alla vita monastica scegliendo la comunità degli agostiniani scalzi.

Ordinato sacerdote nel 1741, fu titolare di un travolgente apostolato di catechesi, predicazione ed insegnamento che gli consentirono una rapida carriera nell’Ordine.

Suo fratello Padre Gian Giuseppe della Croce, nato dopo ventitré anni (1740) sull’esempio del fratello abbracciò la vita monastica degli agostiniani scalzi non trascurando una solida formazione universitaria. All’interno dell’Ordine fu apprezzato per le sue non comuni capacità organizzative e per una profonda sensibilità. Dopo essere stato Priore provinciale fu elevato da Papa Pio VI alla dignità episcopale (1792) nella sede di Gallipoli (LE) dove governò per ventisette anni, in un periodo storico travagliato da importanti tensioni sociali (inizio del XIX secolo) e le lotte tra giacobini e sanfedisti. Prima costretto all’esilio ma poi riabilitato, governò l’episcopato di Gallipoli fino alla morte avvenuta nel 1820.

Quasi una generazione, ventitré anni, divideva l’uno dall’altro; li univa invece un analogo percorso formativo fatto di studi ecclesiastici di assoluto rilievo, fino alla scelta della comunità degli agostiniani scalzi per l’attuazione della vita monastica e sacerdotale.

Nella strada cittadina a loro dedicata essi appaiono nuovamente divisi. Così si direbbe a giudicare dalle targhe stradali apposte: un lato (numeri civici dispari) è dedicato a Padre Ignazio e il lato opposto (numeri civici pari) a padre Gian Giuseppe.

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