CastStory: L'altare della confraternita del Sacramento

Aurelio Miccoli CastStory
visibility176 - ViviWebTv - venerdì 22 novembre 2019
Ingresso alla cappella del SS.mo Sacramento dalla navata sinistra della Cattedrale
Ingresso alla cappella del SS.mo Sacramento dalla navata sinistra della Cattedrale ©

Circa dieci anni dopo la sostituzione dell’altare nella cappella del Crocifisso in Cattedrale,fu la volta dell’antica e potente confraternita del Santisismo Sacramento a realizzare un nuovo altare, commissionato (contratto del 26 maggio 1757) al napoletano Antonio di Lucca “Professore Marmoraro”.

Va detto che la confraternita del Sacramento e quella del Crocifisso erano da sempre divise da una rivalità istituzionale e anche in questo caso fu una gara a fare meglio e senza badare a spese.

Il contratto stipulato tra il di Lucca e il procuratore della confraternita castellanetana (padre Dionigi Francesco Ponti della Compagnia di Gesù) prevedeva “un altare e cona di marmo da collocarsi nella cappella affidata al pio sodalizio, nella Cattedrale della città” eseguito su progetto dell’architetto Mario Gioffredo (Napoli, 1718-1785), uno dei protagonisti dell’architettura napoletana della seconda metà del secolo XVIII.

Combinando ornamentazione e struttura, Gioffredo elaborò un complesso modello di tradizione tardo barocca sfruttando, secondo la moda del momento, le potenzialità espressive e cromatiche dei marmi. All’invenzione dell’architettura del fondale aggiunse, più avanzato, un palchetto con ostensorio per l’esposizione del SS.mo Sacramento circondato da una coppia di putti oranti e genuflessi.

Il tutto fu completato da una flessuosa balaustra traforata per un progetto davvero costoso che prevedeva anche una portella in rame dorato con relativa chiave in argento realizzata dall’argentiere napoletano Domenico Fiore (poi sostituita).

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