Cast-Story · Il personaggio: Vito Campanella professione sarto

Aurelio Miccoli CastStory
visibility1029 - ViviWebTv - sabato 11 luglio 2020
Vito Campanella detto “mest’ V’tucc u’ putignanes”
Vito Campanella detto “mest’ V’tucc u’ putignanes” ©

A suo modo un artista anche lui. Faceva il sarto e qualcuno ancora se lo ricorda.

Quando era in piena attività lo conoscevano come “mest’ V’tucc u’ putignanes” perché veniva da Putignano dove era nato e aveva trascorso la sua adolescenza.

Al termine della seconda guerra mondiale (1946) si trasferì a Castellaneta insieme ad altri suoi concittadini, bravi artigiani desiderosi di affermarsi con il proprio lavoro. Era appena maggiorenne e mest’ V’tucc, forte di una solida esperienza lavorativa maturata nella natia Putignano, si fece apprezzare subito.

A Castellaneta frequentò inizialmente la bottega di uno stimato sarto locale, il signor Carmine Bolognini, dove fece un’importante gavetta prima di mettersi in proprio in un piccolo locale concessogli in fitto dalla famiglia del signor Francesco Tanzarella (“Francisc’ u’ uardj”).

Casa e bottega in via Municipio, ma tanto lavoro adempiendo a richieste sempre più incalzanti.

Giacche o pantaloni anche per i più esigenti, oppure abiti interi (gli abiti per le grandi occasioni), perché il suo laboratorio era ormai conosciuto da tutti i castellanetani fieri di rivolgersi a lui come un professionista indispensabile, in tempi in cui il prêt-à-porter non esisteva.

Uomo sempre avanti nell’immaginare il futuro, anticipando tempi e tendenze, nel 1954 aprì il primo negozio di tessuti in via Vittorio Emanuele (centrale nel paese dell’epoca) proprio di fronte alla Farmacia Carbonara. Dopo 5 anni trasferì l’attività in un locale più grande, presso il largo Menzullo, e, dopo altri 5 anni, trasferì l’attività in un ampio locale di proprietà, sulla stessa via, composto di tre vani dove campeggiava l’insegna Tessuti.

Forte di una mentalità imprenditoriale, non si accontentò del successo nel campo sartoriale ma volle cimentarsi, a partire dal 1965, anche nel settore dell’edilizia impegnandosi in alcune lottizzazioni.

Mest’ V’tucc, persona mite, carattere affabile e grande lavoratore, si integrò nella nostra cittadina talmente bene da perdere persino l’inflessione del dialetto natio, diventando a tutti gli effetti un castellanetano verace.

Devoto di San Francesco da Paola, per tantissimi anni ha fatto parte delle confraternita omonima, lavorando attivamente nell’ambito dell’organizzazione dei festeggiamenti in onore del Santo patrono.

Fino all’ultimo giorno...quello del viaggio conclusivo avvenuto l’11 agosto 2009.

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