CastStory: Nascita di una comunità

Aurelio Miccoli CastStory
visibility419 - ViviWebTv - sabato 24 ottobre 2020
Agro di Castellaneta, Masseria Minerva, Elemento di trabeazione di stile dorico, da una probabile tomba a camera monumentale
Agro di Castellaneta, Masseria Minerva, Elemento di trabeazione di stile dorico, da una probabile tomba a camera monumentale © Aurelio Miccoli

Stando ai reperti archeologici rinvenuti, il territorio di Castellaneta sembra essere stato antropizzato da tempi immemorabili. E’ testimoniata dunque la presenza di antichissime tribù indigene di razza mediterranea, che proprio in una località detta “Minerva” dovettero avere un loro importante centro, dall’età del bronzo (2000­1000 circa a.C.), continuando nell’età del ferro (1000-800 circa a.C.) e fino all’epoca imperiale.

Di Minerva rimane il sito archeologico che restituisce il fascino di un insediamento demico importante, provvisto di una esuberante cinta muraria, alla confluenza fra gravina Grande e gravina di santo Stefano.

Gli studi di Enrico Mastrobuono, allora coadiuvato dai “giovani” del gruppo SAAS che – come lo studioso scrive – nell’ambito di una benemerita attività “curavano la ricerca di numerosi frammenti di ceramica e di terrecotte, di varie età, affioranti sul terreno allo stato erratico”, e una successiva campagna di scavo archeologico, non ne hanno svelato però tutti i misteri, concordando solo sulla riconosciuta decadenza del centro abitato in seguito alla conquista romana. Che probabilmente diventò un presidio militare romano, strategico per la vicinanza dell’importante arteria che fu la via Appia.

Mentre ancora si discute sul fatto che l’importante centro demico di Minerva possa identificarsi con la Castania di cui fa menzione Stefano Bizantino (VI sec. d.C.) e la Castanea indicata più tardi nella Tavola corografica dei mezzi tempi per uso di Carlo Magno (fine VIII sec. d.C.), si può affermare che gli abitanti dei casali sparsi nelle varie contrade dell’agro castellanetano, vessati dalle incursioni di popolazioni barbare e poi dei saraceni, si riorganizzarono in un unico centro demico sul colle Archinto (241 m slm), in una posizione dominante sull’orlo un profondo burrone, che chiamarono Castellum unitum o anche Castella unita donde poi Castellanetum e Castellaneta.

Così, nella ipotesi storica del Mastrobuono oggi condivisa da tutti, è nato il primo nucleo di quel villaggio che crescendo nel tempo è diventato il sito dell’odierna Castellaneta. Agli abitanti, per sentirsi sicuri, bastò cingere di mura il perimetro del territorio con l’esclusione del ciglio della gravina dove gli spalti ripidi erano inattaccabili.

Lascia il tuo commento
commenti