CastStory: Il primo nucleo antico

Aurelio Miccoli CastStory
visibility552 - ViviWebTv - sabato 07 novembre 2020
Castellaneta, ipotesi della cinta muraria precedente con il nucleo abitato più antico
Castellaneta, ipotesi della cinta muraria precedente con il nucleo abitato più antico © Aurelio Miccoli

E’ difficile delineare l’impianto urbano della città di Castellaneta nel periodo altomedievale, sia per la mancanza di fonti scritte, sia per le profonde sovrapposizioni attuatesi nel corso dei secoli.

I pochi dati anteriori al XIII secolo consentono di ricostruire solo a grandi linee la prima cinta muraria.

Il perimetro murario doveva inglobare un’area urbana molto limitata che dalla piazza del “castello”, nella parte più orientale verso la gravina, si estendeva fino all’estremità occidentale costituita dall’attuale piazza. Un pianoro, nei documenti definito “castrum francorum”, delimitato da spalti e pendii più o meno ripidi, che ospitava il centro demico, organizzato intorno alle sedi dei poteri forti e cioè il “castello” e le sue pertinenze per quello civile, la Cattedrale e la residenza del Vescovo, per quello ecclesiastico.

Provvisto di mura, il nucleo urbano primitivo di Castellaneta, risultava isolato dal resto del territorio, peraltro fortemente accidentato, ma caratterizzato, sui crinali in pendio, dalla presenza di grotte e “fovee” fortemente antropizzate, fino a formare una precisa struttura insediativa alternativa.

Tutto il territorio fuori dalle mura era definito “in suburbio” mentre l’abitato era diviso in “vicinie”. L’unica porta della città era detta “Porta Necata” situata più o meno dove oggi è la Piazza (slargo centrale su via Vittorio Emanuele, alla confluenza di via Carrare e via del Municipio).

Con la conquista normanna (1064) cambiarono molte cose perché il precedente dominio di Bisanzio aveva dato una precisa impronta greca alla piccola comunità. Iniziò un processo di normalizzazione della civiltà latina che vide la costituzione di vescovadi latini e l’impianto e la diffusione del monachesimo latino, con la presenza dei Benedettini subentrati nei conventi ai Basiliani.

Castellaneta diventò, insieme a Mottola, una “Contea”, cioè centro del potere politico ed amministrativo, e contemporaneamente diventò nuova sede episcopale (1088), fatto che dal punto di vista civile e religioso dette prestigio alla comunità.

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