CastStory: Il mistero di Santa Marina

Aurelio Miccoli CastStory
visibility386 - ViviWebTv - sabato 14 novembre 2020
Castellaneta, particolare di santa Marina in un dipinto del 1594
Castellaneta, particolare di santa Marina in un dipinto del 1594 © Aurelio Miccoli

C’era una volta a Castellaneta una chiesa dedicata a santa Marina. Era probabilmente piccola, bella, e sicuramente conosciuta da tutti. Ha lasciato il suo nome alla strada sulla quale prospettava

Quando passate da via Marina, nella parte bassa del centro storico, ricordatevi della chiesa. Che però non c’è più.

Resta un mistero la sua scomparsa perché una chiesa officiata deve essere sconsacrata prima di diventare una costruzione come le altre.

Oltre che dal nome della strada la presenza della chiesa è testimoniata da numerosi documenti ufficiali. Per esempio nel 1572 la predetta chiesa, nella santa visita del vescovo, fu trovata in ordine, così come la sua copertura, la porta di ingresso e un altare adatto alle funzioni religiose che consistevano in una messa settimanale.

Allo stato attuale non è possibile sciogliere l’enigma. Se resta ancora qualcosa della antica chiesa è nascosto sotto caseggiati di rinnovamento eseguiti nei secoli dagli abitanti, nella parte mediana di via Marina.

In questa posizione sembra indicata nella più antica veduta di Castellaneta (carte Rocca) dove nella parte bassa della città, dietro la muraglia è raffigurata una chiesa nominata come SM (Santa Marina?).

Quasi nella stessa direzione ma un po’ più in alto un’altra chiesa, effigiata con le iniziali SMM, che è quella di Santa Maria della Misericordia, dedicazione antica dell’attuale chiesa di santa Maria del Rifugio.

Santa Marina di Antiochia era una santa orientale molto venerata nel medioevo e conosciuta in occidente come santa Margherita. Nella tradizione agiografica latina sarebbe stata martirizzata per non aver voluto cedere alle lusinghe di un prefetto romano, dopo torture indicibili: tra queste, divorata da un terribile drago, si sarebbe liberata squarciandone il ventre con un crocifisso metallico. A questa tradizione si riferisce l’autore di un dipinto confraternale esistente nella attuale chiesa di san Michele dove al cospetto della Vergine Immacolata, dal lato femminile, è rappresentata insieme a santa Maria Maddalena, santa Lucia e santa Caterina d’Alessandria. Di questo dipinto ve ne parlo la prossima volta.

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