CastStory: Il Cineteatro Valentino

Aurelio Miccoli CastStory
visibility1257 - ViviWebTv - sabato 30 gennaio 2021
Castellaneta, Cineteatro Valentino
Castellaneta, Cineteatro Valentino © Aurelio Miccoli

Quando eravamo piccoli (e la nostra comunità poteva avvalersi di ben due sale cinematografiche) si chiamava Cinema Semeraro, successivamente diventato a buon diritto Cineteatro Valentino.

Un grazioso fabbricato inaugurato in una domenica di quasi primavera, il 18 marzo dell’anno 1945.

Era il complesso cine-teatrale voluto dai fratelli Carmine e Gabriele Semeraro, vicino al loro molino- pastificio a Castellaneta.

Il progetto fu affidato all’architetto Guido Prayer e l’apparato decorativo interno al fratello di questi professor Mario. I fratelli Prayer, nati a Torino, dopo aver studiato arte a Venezia e a Lione, si trasferirono a Bari nel 1915 costituendo un inossidabile sodalizio artistico, sicuri interpreti di un momento significativo della cultura pittorica italiana dopo gli anni venti.

Esaudirono numerosissime committenze private e pubbliche, lavorando in molti centri pugliesi e lucani, ma principalmente a Bari dove si ricordano gli affreschi e le decorazioni della sala consiliare del Comune e dell'aula magna e del "Salone degli Affreschi" dell'università.

Nel nostro cineteatro decorarono il foyer con tre composizioni. In alto, sull’ingresso alla platea, "Allegoria della musica", mentre contrapposti ai due lati "Allegoria del teatro" e "Allegoria del cinema". In quest’ultimo dipinto non poteva mancare, tra gli altri personaggi, il nostro Rodolfo Valentino impegnato con una bella dama a danzare un tango e sullo sfondo la sua grande automobile.

Racconta il giornale “La Voce del Popolo” in un articolo del 21 marzo (meritoriamente riportato da F. Cuscito in una sua pubblicazione): “L’ampia sala che contiene 800 poltroncine ed una fila di palchi, costituisce un ottimo assieme per la sua severa linea architettonica ben secondata da pitture pregevoli tutte ispirate alla divina arte dei suoni.

Belli il foyer, il bar, la direzione, il palcoscenico con tutti i servizi accessori, rifiniti in pietra di Trani; tutto appare intonato ad alto e decoroso senso artistico e risulta gioioso e confortante. Opera codesta che onora oltre gli artisti che la progettarono e la eseguirono, principalmente gli industriali fratelli Semeraro”.

Dopo l’inaugurazione, col taglio del nastro, in una sala gremita ed elegante, fu rappresentata l’opera verdiana “La Traviata”, in tre atti, con la direzione del maestro Massa e l’esibizione del soprano Faraone e del tenore cesenate Pullini.

Insomma una serata indimenticabile con applausi a scena aperta, da un pubblico colto che coglieva entusiasticamente la nuova era teatrale a Castellaneta.

Successivamente la proprietà passò alla famiglia laertina di Giovanni Noia, un esercente scomparso nel 2014, ma rimasto nella memoria dei concittadini per la dedizione e la competenza che riservava alla propria attività. Ora, con i suoi eredi, fortunatamente continua a Castellaneta la tradizione della cultura teatrale e cinematografica.

Mentre attendiamo di poter ritornare al cinema ma soprattutto riprendere una stagione teatrale drasticamente interrotta dalla pandemia. Speriamo presto.

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