CastStory: L'episodio del Sacco e l'illusione della rinascita

Aurelio Miccoli CastStory
visibility318 - ViviWebTv - sabato 20 febbraio 2021
Castellaneta, via del Sacco, una strettoia tortuosa di fronte al palazzo vescovile
Castellaneta, via del Sacco, una strettoia tortuosa di fronte al palazzo vescovile ©

L’età moderna (fine secolo XV) a Castellaneta si aprì con prospettive esaltanti.

La città era ritornata a far parte del regio demanio e quindi non soggetta a vessazioni di padroni estranei.

L’edificante episodio del “Sacco” poi, si colloca come il giusto esito dell’iniziativa sociale di cittadini mai domi e poco disposti a subire le angherie degli eserciti di passaggio. 

E’ pur vero che cacciando via i francesi con quel moto di rivolta popolare furono costretti comunque ad un accordo con gli spagnoli, tuttavia dettero prova di grande coraggio, dimostrarono di essere una comunità che trovava nei valori civili il proprio orgoglio e crearono dal punto di vista politico un precedente di tutto rilievo per le altre comunità pugliesi.

L’episodio è noto come il “Sacco di Castellaneta” ed è pubblicamente ricordato con una epigrafe apposta, nella ricorrenza del quarto centenario (1903), sul muro di fronte a via del Sacco, una strettoia tortuosa che facilitò nel 1503 l’imboscata per cacciare i soldati francesi.

Ma la parte più difficile venne dopo perché fu necessaria una valorosa resistenza dei cittadini al tentativo di vendetta dell’esercito francese che inutilmente cinse d’assedio la città per alcuni giorni con ripetuti assalti e grande spargimento di sangue.

La ribellione ai francesi fu successivamente lodata dal generale spagnolo Consalvo de Cordoba, dallo stesso monarca spagnolo Ferdinando il Cattolico e dal suo successore Carlo V imperatore il quale concesse alla città l’onorifico titolo di “fedelissima”.

Sembrava l’inizio di un secolo d’oro ma non fu così.

Altri articoli
Gli articoli più letti