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SENZA SEDI E SENZA MEZZI: È LA POLITICA CASTELLANETANA, BELLEZZA!

SENZA SEDI E SENZA MEZZI: È LA POLITICA CASTELLANETANA, BELLEZZA! SENZA SEDI E SENZA MEZZI: È LA POLITICA CASTELLANETANA, BELLEZZA! | © n.c.

Forse ci stiamo riuscendo. Forse ce li togliamo di mezzo una volta per tutte, alla faccia dell'articolo 49 della Costituzione.



Sarebbe bello, vero? La politica senza partiti, senza faccioni, senza simboli improbabili e slogan rubati ai volantini dei supermercati. Non ci servono queste macchine mangiasoldi, vero?

Riflettevo sulla questione qualche giorno fa, ripensando alla sede chiusa del Pd, a Sel che la sede non ce l'ha più, agli anatemi di alcuni militanti del Pdl, che una sede ce l'hanno ma non la usano nemmeno per farci un uasciaz' (per il resto del mondo, trattasi di "lauto spuntino serale"), alla sede di Fli, attiva ma senza manifestazioni esterne, all'Udc che neanche so se esisti (ed è un mio limite, s'intende)... E riflettevo pensando che gli unici a mostrare una sorta di vivacità politica, gli unici a montare ancora un gazebo sono quei ragazzacci del M5s, i grillini locali che alla sede manco ci hanno mai pensato!

La democrazia rappresentativa, quindi, a Castellaneta è roba vecchia: non esiste più e forse non è mai esistita. Ci dispiace? Ci mancherà? Chissà...

È solo che, senza risalire troppo nel tempo, ancora nell'anno del Signore 2012, elezioni comunali, contavamo ben 18 tra liste e partiti in lizza per un posto in Consiglio. 18 simboli, 18 slogan, 18 idee diverse di città, almeno 18 sedi sparse per i quartieri, al netto di chi ne aveva più di una. Poi son finiti i soldi, l'entusiasmo ha capitolato sotto i colpi di percentuali siberiane e l'esercizio della politica, il dibattito e il confronto sono andati a farsi benedire! Colpa dei partiti o colpa degli uomini?

I miei ricordi di bambino mi raccontano che anche i partiti erano segno di coscienza civica. Erano "luoghi", la sede del Pci in via Vittorio Emanuele e quella della Dc all'inizio della passeggiata Valentino, rispetto ai "non luoghi" dove l'esercizio della politica si consuma oggi. Si decidono strategie e candidature negli studi di commercialisti e avvocati, quando va bene, sennò basta un tavolino da bar.

Luciano Canfora, poi, ha scritto che "la fine dell'ideologia è un'affermazione che si dice quando si fa la fila dal barbiere". Già, credere che le idee non abbiamo più gambe sulle quali camminare è patetico, ecco perché la politica senza partiti e i partiti senza sedi dove esercitarla, quella politica, mi spaventano. Perché se ci stiamo riuscendo, a cancellare per davvero la democrazia rappresentativa, non sono per niente entusiasta.

Castellaneta ha bisogno di "luoghi" politici, infatti, ha bisogno di dibattito, non può lasciare l'esercizio della responsabilità collettiva a pochi uomini soli al comando o alle iniziative dei singoli consiglieri comunali. Certo, ci sono molte associazioni dove il confronto politico è serrato, dove si macinano iniziative. Ma i partiti, perdonatemi, sono ciò che più mi lega all'idea nobile della politica. La lezione dei grillini, tra l'altro, è emblematica: li criticano ma non si accorgono che il loro entusiasmo e la loro voglia di partecipare sono figli legittimi di quella forma associativa. La chiamerei "nemesi", se permettete!

Ecco perché la colpa è degli uomini. È colpa degli uomini se 18 simboli sono svaniti nel nulla, almeno la maggior parte. È colpa degli uomini se le porte delle sezioni un tempo aperte per qualsiasi evenienza oggi sono sprangate.

Perché dietro quei simboli e dietro quelle porte ci sono persone che reclamano un ruolo. Essere segretari di partito, ad esempio, un tempo era motivo di prestigio e oggi una rogna tenace. Scommetto che la maggior parte di voi non conosce i nomi dei responsabili delle principali sigle cittadine...

Ora, con tutta questa pappardella ammorbante che cosa voglio dirvi? Voglio dirvi che se mi chiudono le sedi dei partiti, se la politica si riducono a farla quattro gatti, se cancellano slogan e simboli, io che cosa scrivo? Che tengo famiglia! (quasi quasi lo brevetto, 'sto slogan, e ci fondo un partito...)

Francesco Tanzarella

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