La Pediatria del San Pio di Castellaneta
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Ha già raccolto circa 2000 adesioni, a poche ore dal suo lancio, la petizione promossa sulla piattaforma «Change» per chiedere la salvaguardia del reparto di Pediatria dell’ospedale «San Pio» di Castellaneta, un’iniziativa nata con l'obiettivo prioritario di evitare che la temporanea sospensione dei ricoveri, dettata da un'oggettiva carenza di personale, possa progressivamente mutarsi nella disattivazione definitiva di un servizio essenziale per la comunità.
Attualmente, la struttura semplice dipartimentale diretta dalla dottoressa Iolanda Chinellato, referente regionale della Società italiana di allergologia pediatrica, continua a garantire sia le prestazioni ambulatoriali sia le attività in day service, tutelando così il diritto alla salute dei cittadini e contribuendo attivamente al contenimento delle liste d’attesa su scala regionale. Tuttavia, le principali incertezze per il futuro del presidio si addensano all'orizzonte a causa del piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Puglia, che prevede la chiusura di cinque punti nascita in attuazione del decreto ministeriale 70. Una normativa, quest'ultima, che impone la dismissione dei reparti di maternità privi del requisito minimo di 500 parti annui, soglia rispetto alla quale il presidio di Castellaneta, che quest’anno sta andando benone, l’anno passato si è posizionato solo a poca distanza.
Per evitare il ridimensionamento della struttura e la conseguente chiusura del Punto nascita, appare dunque indispensabile una deroga da parte del «Comitato percorso nascita nazionale», la cui istanza dovrebbe essere avanzata formalmente dalla Regione Puglia per tutelare un presidio pediatrico che rappresenta un punto di riferimento vitale per un bacino di oltre 140.000 persone.
Un’eventuale chiusura della pediatria di Castellaneta finirebbe per privare non solo l'intero arco ionico occidentale ma anche la vicina Basilicata di un presidio fondamentale, costringendo centinaia di famiglie a farsi carico di lunghi e complessi spostamenti per accedere ai servizi di emergenza.
Stando alle parole dell’assessore comunale di Castellaneta Marika Fumarola, tra i promotori della raccolta firme, sulle possibili ragioni che potrebbero pesare a favore di una deroga in favore della pediatria della città di Valentino ci sarebbero proprio oggettive difficoltà di collegamento logistico dell’intera area occidentale del Tarantino. Chiudere il punto nascita a Castellaneta significherebbe inoltre sovraccaricare il «Santissima Annunziata» Taranto, senza avere la certezza di maggiore personale idoneo in servizio in quell'ospedale.
Per Castellaneta, un taglio di questo tipo fu evitato già nel 2019, ricorrendo a una deroga che la politica locale chiese al comitato competente. La ottenne con una richiesta formale della Regione Puglia, che oggi, come detto, la comunità chiede a gran voce di reiterare.
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