Da Massafra all'Onu di New York: si è conclusa l'avventura di due studenti massafresi

Attualità
visibility1996 - martedì 19 novembre 2019
di Luigi Serio
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Antonio Lepore e Miriana Natuzzi
Antonio Lepore e Miriana Natuzzi © ViviWebTv

Due studenti massafresi hanno varcato la hall dell’Assemblea Generale, la più grande sala riunioni dell’Onu a New York, proprio dove si riuniscono i 193 membri per discutere dei problemi del mondo.

Miriana Natuzzi ed Antonio Lepore, come avevamo già anticipato con un nostro articolo (clicca qui per rileggerlo), hanno superato la selezione del bando internazionale "Washington UN & New York 2019 - L’ambasciatore del futuro" istituto da WSC Italia Global Leaders in collaborazione con enti americani per l’alta formazione linguistica e dal 6 novembre hanno partecipato come delegati al programma formativo della durata di 9 giorni, di cui i primi 5 a Washington DC ed i restanti 4 a New York.

Li abbiamo intervistati al loro ritorno e ci hanno raccontato le loro emozioni.

«Siamo arrivati a Washington DC nella serata del 6 novembre - hanno commentato i due giovani studenti di Massafra - e il giorno successivo, dopo aver visitato i luoghi simbolo e più importanti della città, abbiamo preso parte ad una pre-simulazione del lavoro vero e proprio che avremmo svolto a partire dal giorno dopo.

Nella mattinata dell'8 novembre ci siamo recati nella sede di uno dei più importanti centri di analisi, il "CISIS – Center for Strategic and International Studies", dove abbiamo preso parte ad un meeting con il direttore Bulent Aliriza, uno tra i massimi studiosi di politiche medio-orientali, con il quale si è parlato essenzialmente della posizione internazionale della Turchia. Nel pomeriggio si è svolta la cerimonia di apertura dei lavori al quale hanno partecipato più di mille studenti provenienti da ogni parte del mondo e che avrebbero, come noi, rappresentato i Paesi Membri delle Nazioni Unite nelle rispettive commissioni ONU.

Conclusa la cerimonia di apertura, abbiamo iniziato la prima sessione dei lavori. Noi rappresentavamo il Giappone nella Quarta Commissione dell’Assemblea Generale riguardante i processi di decolonizzazione e di politica speciale. Alla nostra commissione erano stati affidati due topic da affrontare: il primo riguardante gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, tra cui Gerusalemme Orientale e il Golan siriano occupato; e il secondo riguardante una revisione completa delle missioni politiche speciali.

Nella prima fase dei lavori, insieme agli altri rappresentanti degli altri Paesi Membri presenti nella nostra commissione, dovevamo decidere a quale topic dare la precedenza e stabilire il "Setting of Agenda". Noi, in quanto Giappone, abbiamo deciso di dare la precedenza al primo topic. Abbiamo portato avanti questa scelta e abbiamo cercato di convincere gli altri rappresentanti degli altri Paesi Membri a seguire la stessa strada per giungere ad una risoluzione. Alla fine della prima sessione dei lavori è stato stabilito il "Setting of Agenda" tramite votazione; come primo topic da affrontare è stato approvato quello riguardante gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, tra cui Gerusalemme Orientale e il Golan siriano occupato.

Le successive giornate sono state occupate interamente dai lavori di commissione che iniziavano alle 8:30 e finivano alle 23:00, con la sola pausa pranzo e cena. A partire dalla seconda sessione dei lavori abbiamo fatto gruppo con tutti gli altri rappresentanti degli altri Paesi Membri per poter iniziare la stesura del "Working Paper", in cui venivano inserite le proposte di ciascun Paese per poter risolvere il problema stabilito dal topic. Noi, in quanto Giappone, abbiamo iniziato a lavorare con Paesi come Chad, Francia, Germania, Indonesia, Irlanda, Paesi Bassi, Romania, Arabia Saudita, Svizzera, Uganda e Regno Unito. Insieme abbiamo lavorato per la stesura di un "Working Paper" intitolato "The International City of Jerusalem for Peace and Prosperity (ICJPP)" nel quale si sottolineava la necessità per gli Stati membri e le Nazioni Unite di continuare e accelerare la fornitura di assistenza economica, umanitaria e tecnica al popolo palestinese e al governo palestinese durante questo periodo critico al fine di contribuire ad alleviare la grave situazione umanitaria nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme orientale, in modo tale da riabilitare l'economia e le infrastrutture palestinesi, sostenere lo sviluppo e il rafforzamento delle istituzioni palestinesi in vista della costruzione di uno Stato palestinese indipendente.

Noi, in quanto Giappone, ci siamo proposti di ristrutturare l’UNRWA, Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione, in modo tale che il Giappone sia il principale raccoglitore fondi per l'organizzazione a causa della sua neutralità nei confronti del regione. Conclusa la stesura del "Working Paper", il Giappone, insieme agli altri Paesi Membri presenti nel nostro gruppo, si è impegnato a trovare altri Paesi Membri che fossero interessati a firmare il nostro "Working Paper". Dopo aver raggiunto il numero di firme necessario, il nostro "Working Paper" è stato presentato al Dais per essere approvato, o apportare alcune modifiche. Dopo essere stato approvato il nostro "Working Paper" è diventato una "Draft Resolution". Dopo essere stata discussa, si è giunti al momento della votazione.

La nostra "Draft Resolution" ha trovato l’appoggio della maggior parte dei rappresentanti dei Paesi Membri presenti nella nostra commissione ed è stata approvata per acclamazione. I lavori si sono conclusi il giorno 10 novembre, si è svolta la cerimonia di conclusione dei lavori. In serata abbiamo visitato la Georgetown University, una delle più prestigiose università degli USA. Il giorno successivo ci siamo spostati a New York, dove abbiamo avuto modo di visitare a fondo la città. In particolare siamo stati invitati a visitare il Quartier Generale delle Nazioni Unite e l’Istituto di Cultura Italiano-Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana in America.

È stata davvero una bella esperienza - hanno concluso - che ci ha connessi con studenti di tutto il mondo con cui abbiamo condiviso interessi e stretto amicizie. È un’esperienza che saremo felici di rifare e siamo molto grati di aver avuto questa opportunità».