CastStory: L'altare della confraternita del Crocifisso

Aurelio Miccoli CastStory
visibility472 - ViviWebTv - sabato 16 novembre 2019
Ingresso alla cappella del Crocifisso dalla navata sinistra della Cattedrale
Ingresso alla cappella del Crocifisso dalla navata sinistra della Cattedrale © Aurelio Miccoli

La nostra Cattedrale è attualmente chiusa (clicca qui per saperne di più). Per lavori di manutenzione straordinaria che interessano varie cappelle “ma anche il presbiterio, oggetto di un adeguamento liturgico”.

Durante i quasi sette secoli di vita la nostra Cattedrale è stata oggetto di ciclici rinnovamenti: degli ambienti, delle cappelle e delle finiture in generale. Il rinnovamento più qualificante intorno alla metà del secolo XVIII, epoca che dal punto di vista economico e sociale fu un momento di ripresa.

Il vescovo (monsignor Massenzio Filo), intervenendo sulle strutture della copertura a falde (capriate) decise di far inserire il bellissimo soffitto dipinto (1739) e da allora fu una gara a migliorarsi intervenendo sulle strutture e sulle opere d’arte, in particolare sostituendo gli esistenti altari in pietra con quelli più preziosi di marmo.

Nell’arco dei successivi trenta anni furono sostituiti ben cinque altari facendo ricorso a botteghe napoletane che potevano fare affidamento su una tradizione artigianale di grande impegno, con particolari di qualificata esecuzione. Utilizzando la tecnica delle tarsie marmoree: consistente nel comporre insieme tipi diversi di marmi tagliati secondo un determinato disegno per formare una composizione di elevato gusto artistico. Ne derivarono manufatti di pregevole fattura.

Cominciò la confraternita del Crocifisso che occupava una delle tre cappelle confraternali.

In particolare quella appartenuta all’Abate Follerio il quale fu fondatore e primo rettore della nuova congrega, approvata il 1 giugno 1648 dal vescovo pro-tempore Angelo Melchiorre.

Il nuovo altare di marmo fu eretto a fine settembre 1748 dai maestri “marmorali” Gennaro Cimafonte e Giuseppe Maria Minei, di Napoli. A spese della congrega: costò una bella cifra alla quale si dovettero aggiungere le spese di vitto e alloggio ai maestri “marmorali” che vennero da Napoli per metterlo in opera.

Marmi di diversi colori, cioè rosso breccia di Francia, diaspro di Sicilia, giallo di Verona, “pardiglio” di Carrara, verde antico e negro di Calabria.

L’altare così realizzato ha una predella composta di due gradini, poggia su uno zoccolo marmoreo ed è costituito da due piedistalli ornati con marmi di vari colori e con basi e cimase scorniciate, più la mensa superiore anch’essa scorniciata.

Ai due lati è ripetuto lo stemma (o impresa) della confraternita: “Nelle suddette imprese ci sono costruite nel mezzo il Santissimo Crocifisso e nei lati del medesimo due confrati che pregano”.

Invece il pavimento in marmo fu realizzato molto più tardi: “Il pavimento del cappellone del Crocifisso fu fatto a devozione della congrega il 1887”.

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