Caso Notarfrancesco, parla Tucci: «Da Di Pippa solo fake news»

Politica
visibility656 - domenica 16 febbraio 2020
di La Redazione
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Simonetta Tucci
Simonetta Tucci ©

È il presidente del consiglio comunale di Castellaneta, Simonetta Tucci, a ridefinire i contorni del “caso Notarfrancesco”.

Dopo le dichiarazioni del consigliere d’opposizione Gianni Di Pippa, lieto per l’intervento di prefettura e ministero nella vicenda nata dalla richiesta di decadenza (per conflitto d’interesse) della collega di maggioranza Rosanna Notarfrancesco, Tucci ha rilasciato dichiarazioni nette partendo dalla stessa documentazione. Senza evitare una dura reprimenda nei confronti del rappresentante del Pd, secondo lei reo di aver diffuso false comunicazioni, di aver costruito artatamente un circo mediatico, «con lo scopo di denigrare pregiudizievolmente le istituzioni locali».

«Non è consentito a nessuno di calpestare e denigrare le istituzioni cittadine – le parole del presidente del consiglio comunale –, con maldestre e goffe interpretazioni della Legge, al fine di alimentare interessi politici di parte. Così come non è consentito, a chi ha ricevuto il mandato di rappresentare i cittadini, la diffusione di notizie tendenziose, che inquinano e avvelenano il clima della nostra comunità».

Secondo Tucci, quindi, il primo punto su cui ribattere sarebbe proprio la convocazione della seduta su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri. «Ho convocato il Consiglio alla prima data utile – ha spiegato –, ovvero il 14 dicembre 2019. Non è mai stata negata nessuna procedura, né limitato il diritto di alcun consigliere di svolgere nell’aula consiliare il proprio ruolo di opposizione».

La questione centrale, però, resterebbe l’esistenza o meno di uno schema di deliberazione che accompagnasse la richiesta di convocazione del consiglio comunale. Se Di Pippa, parere del ministero alla mano, ha sottolineato che anche l’indicazione generica dell’argomento basterebbe, Tucci ha ripreso lo stesso parere sviscerandone un aspetto preciso.

Serve fare un passo indietro, però, al consiglio del 14 dicembre. «La trascuratezza amministrativa dei consiglieri di minoranza – scrive il presidente del consiglio comunale – non ha consentito il corretto svolgimento della seduta, ovvero di votare un provvedimento, a causa dell'assenza di una proposta di delibera sulla quale esprimersi, elaborato che spetta proprio ai richiedenti consiglieri, come disciplinato dalla norma». Una «condotta ostinata», l’ha definita Tucci, poiché quella proposta non è mai stata redatta: lo stesso Di Pippa, nella seduta successiva, dichiarerà che “nessuna proposta di deliberazione sarà presentata”.

Lo stallo spinse Tucci a scrivere al ministero, attraverso la prefettura, per chiedere un parere. Ciò avvenne il 30 dicembre 2019 e il successivo 14 gennaio il prefetto diede seguito alla richiesta scrivendo a Roma. In quella comunicazione, però, già indicò che la vicenda era analoga a un’altra affrontata alcuni anni fa, che si risolse con l’indicazione che “alla richiesta di convocazione del consiglio, da parte dei consiglieri, deve seguire anche il relativo schema di deliberazione, nei tempi e modi previsti dal regolamento del consiglio comunale, propedeutico alla votazione del provvedimento”.

All’esito di questo botta e risposta, comunque, resta la possibilità per i consiglieri d’opposizione di ripresentare il punto, peraltro anche confermata da Tucci ma sottesa all’esistenza di una proposta di delibera.